Torino è una città che si lascia leggere con facilità, e questo la rende adatta a una visita breve. Il centro nasce da un impianto romano a scacchiera e viene poi riordinato dai Savoia con assi rettilinei e piazze regolari: una volta capito lo schema, non vi perdete più.
Il primo giorno comincia da piazza Castello
Il punto da cui conviene partire è piazza Castello, il perno attorno a cui ruota tutto il resto. Da qui si aprono le strade principali del centro storico, e ognuna porta a una parte diversa della città: verso il fiume, verso la stazione, verso i quartieri commerciali.
Sulla piazza si affacciano alcuni degli edifici più importanti. Palazzo Madama mostra due volti opposti: sul retro conserva ancora le torri medievali e le tracce della porta romana, davanti presenta la facciata bianca disegnata da Filippo Juvarra, che sembra appartenere a un altro edificio. Dall'altro lato, oltre la cancellata, si apre Palazzo Reale con i Musei Reali; accanto trovate il Teatro Regio e, defilata, la chiesa di San Lorenzo, con una cupola interna che vale la sosta anche a chi non va in cerca di chiese.
Dietro Palazzo Reale, a pochi passi, c'è il Duomo, la cattedrale di San Giovanni Battista: l'unico edificio rinascimentale rimasto in una città che parla soprattutto barocco e ottocentesco. Girate intorno all'isolato senza fretta, perché le quinte cambiano di continuo e la prima mezza giornata può tranquillamente esaurirsi in queste poche centinaia di metri.
La Mole Antonelliana e il pomeriggio sotto i portici
Dalla piazza si intravede già la sagoma che tutti riconoscono. La Mole Antonelliana fu progettata da Alessandro Antonelli come tempio israelitico e crebbe molto oltre le intenzioni iniziali, fino a diventare un caso di ostinazione architettonica; la comunità la cedette poi alla città, e l'edificio ha finito per rappresentarla ovunque, monete comprese.
Oggi la Mole ospita il Museo Nazionale del Cinema e un ascensore che sale nel vuoto della cupola fino al tempietto panoramico. È il punto in cui si capisce la geografia di Torino: davanti la collina e il fiume, alle spalle la pianura, e sullo sfondo, nelle giornate limpide, l'arco delle Alpi. Verificate orari e biglietti sui canali ufficiali, perché la salita è a ingressi contingentati.
Il pomeriggio si chiude bene sotto i portici, seguendo via Roma verso piazza San Carlo, quella che i torinesi chiamano il salotto della città, con le due chiese gemelle in fondo e il monumento equestre al centro. È una passeggiata che non chiede altro che di camminare piano.
Il secondo giorno: via Po, piazza Vittorio Veneto e il fiume
La seconda giornata conviene impostarla su un asse solo: via Po. È una strada porticata su entrambi i lati che scende dritta da piazza Castello verso il fiume, fiancheggiata dai palazzi dell'Università e da un susseguirsi di portoni e cortili che si aprono all'improvviso.
Via Po sbocca in piazza Vittorio Veneto, una delle piazze porticate più grandi d'Europa, che invece di chiudersi si apre completamente sull'acqua. Da lì il ponte Vittorio Emanuele I porta alla chiesa della Gran Madre di Dio, con il suo pronao a colonne, e da lì parte la salita verso il Monte dei Cappuccini: il punto di vista classico su tutta la città, con la Mole al centro e le montagne dietro.
Tornati sulla riva cittadina potete seguire il lungo Po verso monte o verso valle. Il fiume è il contraltare della Torino di pietra e di portici, ed è anche la parte di città che i torinesi usano davvero tutti i giorni, per correre, pedalare o semplicemente sedersi.
Un museo, scelto bene
In due giorni un museo ci sta comodo, due sono già troppi se volete anche vedere la città. La scelta più naturale è il Museo Egizio, che conserva una delle collezioni egizie più importanti al mondo. Se viaggiate con ragazzi, il Museo Nazionale del Cinema dentro la Mole unisce la visita al panorama; se vi interessa il Novecento industriale, il Museo Nazionale dell'Automobile racconta una storia che a Torino è anche storia locale.
In alternativa i Musei Reali permettono di restare in piazza Castello e di attraversare appartamenti di corte, armeria, galleria di pittura e giardini in un percorso unico. Qualunque sia la scelta, prendete i biglietti in anticipo e verificate orari e aperture sui canali ufficiali: i giorni di chiusura infrasettimanale non sono gli stessi per tutti.
Perché funziona anche dormendo in zona nord
Un itinerario così non chiede di dormire dentro il quadrilatero centrale. Alloggiare appena fuori toglie rumore, traffico e problemi di sosta, e il centro resta a portata di mezzi pubblici: la rete urbana è ordinata quanto l'impianto della città, e da nord si scende verso piazza Castello senza complicazioni.
Ginevra Apartment si trova in via Borgaro, nella zona nord di Torino, con la fermata dei mezzi davanti al portone e il parcheggio libero e gratuito nella strada pubblica, senza prenotazione. Se arrivate in auto la lasciate lì e per due giorni non la toccate più.
Due giorni a Torino, con base tranquilla a nord
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